Signora, suo figlio è affetto da bilinguismo acuto

http://silba.aventin.hr/slike/grujica.jpgTrovo abbastanza sconvolgente che nel 2014, dopo tutto questo parlare di globalizzazione, migrazione, città globale, coppie miste ecc. ci siano ancora tante persone che si scandalizzano quando dico che mio nipote dalla nascita è esposto a più lingue. La cosa mi provoca anche un certo imbarazzo quando questo turbamento viene espresso da persone con studi di lingue alle spalle, le quali dovrebbero anche possedere qualche base di linguistica. Nella mia famiglia il multilinguismo e il poliglottismo sono, per fortuna, fenomeni frequenti e, con l’età e per via della mia formazione, ho avuto anche modo di approfondire il tema in àmbito “scientifico” (anche se la neurolinguistica non è assolutamente il mio campo) per cui certi luoghi comuni sul bilinguismo mi provocano solo ilarità. A proposito vorrei raccogliere tutte le opinioni più folli che mi è capitato di sentire in giro.

  1. I bilingui sono ritardati. In effetti può venire il sospetto guardandoMichelle Hunziker, ma se si considera che in alcuni paesi (o in alcune zone di alcuni paesi) il bilinguismo (o il poliglottismo) è istituzionalizzato – per esempio Svizzera, Lussemburgo, Slovenia, India ecc. – possiamo concludere che un paese non trarrebbe particolare beneficio dal menomare i tutti i propri cittadini.
  2. I bambini bilingui iniziano a parlare più tardi. Può succedere, ma anche ai monolingui. E allora? C’è fretta? Nel caso della mia famiglia, io ho iniziato a parlare prima di mia sorella, che era leggermente in ritardo rispetto alla media, ma questo non ha avuto ripercussioni sul nostro sviluppo complessivo.
  3. I bambini bilingui mescolano le due lingue. Sì, può essere fase temporanea, ma non è una tappa obbligatoria: tornando sempre al mio caso, io ho iniziato a parlare prima di mia sorella, ma tendevo a mescolare le due lingue ogni tanto (fino all’età dell’asilo), mentre mia sorella ha iniziato a parlare dopo ma ha sempre avuto chiara la differenza.
  4. I bilingui in realtà non parlano bene nessuna delle due lingue. Questo è un preconcetto particolarmente in voga tra alcuni traduttori (!), ma secondo me non è altro che il frutto dell’invidia. Conosco alcuni bilingui che hanno una capacità lessicale effettivamente ridotta, ma conosco anche tanti monolingui che parlano con un vocabolario da bambino di prima elementare. Qui entrano in gioco il livello di istruzione, l’interesse dell’individuo, gli stimoli a cui è sottoposto e così via, ma nulla di questo ha a che fare con il fatto di parlare due o più lingue dalla nascita.
  5. Sei bilingue solo se hai una performance linguistica identica in ogni situazione comunicativa. Ecco, sfatiamo un mito: questo non succede MAI. Ogni persona multilingue ha avuto un’esposizione diversa a una o all’altra lingua, e questo ovviamente influisce sulle prestazioni linguistiche. Faccio il mio esempio: ho studiato prevalentemente in Italia, quindi la lingua in cui apprendevo e scrivevo i “temi” era perlopiù l’italiano, è ovvio che mi senta maggiormente a mio agio a scrivere un saggio in italiano rispetto a uno in croato; paradossalmente invece, siccome tutto quello che ho studiato di linguistica era in inglese (che pure è una lingua entrata dopo nella mia competenza) mi trovo più a mio agio a scrivere un articolo accademico in inglese, anche per una mera questione di terminologia specifica. Invece, se si parla di piante, insetti e, soprattutto, pesci, mi accorgo di non avere i termini in italiano (in via attiva, ma spesso, anche in passiva), mentre in croato colgo immediatamente le minime differenze tra specie.
  6. I bilingui sono dislessici. Anche questo può succedere; io per esempio ero un bambino dislessico, nel senso che mentre scrivevo facevo difficoltà a differenziare le bilabiali plosive p/b, le fricative labiodentali f/v e, curiosamente, le alveolari sorde sibilante e plosiva s/t. Ancora adesso se sono stanco e scrivo a mano può succedere di confondermi, ma vivo una vita serena lo stesso: credo che sarebbe capitato comunque con o senza bilinguismo (tra l’altro, mia sorella non ha mai avuto questi problemi).
  7. I bilingui balbettano. Questa è una delle più curiose. Come dicevo, conosco tanti bilingui, e conosco anche qualche balbuziente, ma mai visto le due cose incrociate; e anche se mi si presentasse il caso, varrebbe la stessa considerazione di sopra: le due condizioni sono slegate.
  8. Faccio vedere ai miei figli i cartoni animati in inglese, quindi cresceranno bilingui. No, questo proprio no: i bambini imparano le lingue tramite interazione con i parlanti e l’ambiente, la televisione è un tipo di comunicazione monodirezionale in cui lo spettatore è completamente passivo.
  9. È meglio se il bilinguismo si sviluppa tra lingue affini (italiano/spagnolo)rispetto a lingue più lontane (italiano/giapponese). E perché mai? Ti scoppierebbe il cervello come succederebbe nel malaugurato caso di scontro con Ken Shiro? Secondo me, al massimo, parlare due lingue molto diverse dà una prospettiva culturale immensa, e riduce il problema del mescolamento (vedi punto 3).
  10. I bilingui sono schizofrenici e predisposti a depressione e suicidio.Questa l’ho lasciata per ultima perché è la più divertente. E la più pericolosa, perché si spaccia per verità scientifica. Difatti è stata pronunciata da un pediatra nell’asilo che frequentavo da piccolo, ed è stato il motivo per cui la madre belga di una mia compagna ha smesso di parlare in francese ai figli (con loro enorme rammarico da adulti). La storia della schizofrenia nasce da una concezione antiquata di linguaggio come elemento costituente dell’identità individuale, quindi possedere due lingue dalla nascita significherebbe sviluppare inevitabilmente due personalità contrastanti. La pretesa scientificità di questa affermazione è attribuibile alle pubblicazioni del movimento americano English-only, che mira a limitare la diffusione delle “lingue degli immigrati” negli Stati uniti: inutile dire che tutti gli studi da loro pubblicati sulla nocività del multilinguismo sono stati via via confutati (funziona in modo simile ai creazionisti, con cui, suppongo, si intersecano) ( Fonte: http://jadranski.blogspot.it/2010/12/signora-suo-figlio-e-affetto-da.html)
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